Ai piedi del Matese tanti sono i paesi sorti nel corso dei secoli. Tra questi Cantalupo nel Sannio sorto in una posizione che da sempre ne definisce carattere e ritmo di vita. Il paese guarda le montagne come un riferimento costante, naturale e culturale insieme, custodendo una storia fatta di lavoro, devozione e legami profondi con la terra.

Le sue strade raccontano una comunità che ha saputo attraversare il tempo senza perdere identità, mantenendo vive tradizioni e memorie condivise. Tra pietra, paesaggio e silenzio, Cantalupo conserva un equilibrio raro, fatto di semplicità, continuità e senso di appartenenza.

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Cenni storici

Gli storici fanno derivare il nome dal vocabolo bulgaro “Kan” che significa “Capo” e “Teleped“, “Residenza”, come testimoniato dalle molte necropoli del VI sec. d.C. trovate nella pianura tra Sepino e Bojano. La prima notizia certa risale al 1011 quando Astenolfo, Principe di Benevento, divenuto Abate di Montecassino, ebbe molti doni tra cui la Chiesa di Sant’Andrea in Cantalupo. Nei secoli molte famiglie si sono succedute. Tra queste Guglielmo di Pesco, Guidone Primerano e Francesco Acquaviva di Sant’Agapito, Francesco Pandone, conte di Venafro, che nel 1452 lo cedette, in cambio di Bojano, a Cola Sanframondo fino all’ultima, Maria Carafa.

cantalupo nel sannio

Cosa vedere

Il paese si trova tra colline ricche di boschi dove è piacevole passeggiare e scoprire la bellezza della natura. L’abitato, infatti, sorge ai piedi che massiccio del Matese che si erge alle sua spalle. Chi ama l’arte può (e deve) visitare la chiesa di San Salvatore, a tre navate. In quella centrale si dice che durante il terremoto di Sant’Anna del 1805 una statua della Santa rimase in piedi. Da quel momento la santa fu ritenuta protettrice del paese ed ancora oggi sono in uso manifestazioni e celebrazioni in suo onore.

La piazza antistante è un signorile salotto, circondata com’è da eleganti palazzi ottocenteschi. Poco distante si trova la chiesa della Madonna Addolorata che dà il benvenuto in paese.

Fuori paese, al di là della Statale, in frazione Taverna, si intravede un campanile. È la chiesetta della Madonna del Carmine che, risalente all’inizio del ‘600, è amata dagli abitanti che il 30 luglio effettuano una processione con tre giri attorno alla chiesa.

Tradizioni e gastronomia

La vegetazione è rigogliosa e tanti sono i sentieri percorribili fin sulla montagna. Tra le festività sono da menzionare S. Anna, dal 25 al 27 luglio, il 6 agosto il Santo patrono S. Salvatore, a fine agosto la B. V. Del Carmine ed il 19 settembre quella dell’Addolorata. Tra le fiere, invece, sono da menzionare quella del 17 settembre di San Gennaro e quella del 27 Novembre di S. Andrea.

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