
Sant’Agapito, la porta del Matese sul versante nord-occidentale
Sant’Agapito, piccolo paese poco distante da Isernia, è la porta del Matese sul versante nord-occidentale. Immerso nel verde delle montagne circostanti, passeggiando tra i vicoli si può ancora ascoltare il suono ritmico prodotto dal roteare dei “piombini”, guidati dalle abili mani di esperte signore intente alla lavorazione del merletto a tombolo, oggi molto apprezzato non solo in zona ma anche nel resto d’Italia.
I dintorni, ricchi di vegetazione, sono immersi nell’Area Naturale del Torrente Lorda e offrono la possibilità di affascinanti escursioni naturalistiche con un buon numero di itinerari.
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Cenni storici
Il comune riprende il nome da quello di una chiesa che formò il primitivo nucleo dell’abitato, dedicata appunto Sant’Agapito. Il nome, nei secoli, è cambiato varie volte, passando da Sanctum Agapitum a Santa Capiata nel 1516 e poi “Scapita”.
Il culto verso Sant’Agapito fu portato dai monaci benedettini che gli eressero anche una chiesa. Alla fine dell’800, presso i ruderi della suddetta chiesa, fu rinvenuto un busto ligneo raffigurante il santo intorno al cui ritrovamento è nata una leggenda.
Pare che tutti i presenti al rinvenimento provarono a portarla via ma questa risultava troppo pesante per chiunque ci provasse fin quando non tentò una signora di Sant’Agapito alla quale sembrò leggera. In questo segno la popolazione ci vide la volontà del santo di restare nel comune.
Cosa vedere
Il paese è raccolto all’interno del perimetro di un’antica fortificazione longobarda. Prima architettura da vedere è la chiesa madre di San Nicola, situata nel centro storico. Di stile tardo romanico, risalirebbe al 1627 e nasce sui resti di un antico tempio pagano. Particolari sono le due facciate, poste una su Via Carbonari e l’altra su Via Manzoni, facendo sì che, da qualsiasi delle due principali strade si arrivi, si possa vedere l’ingresso della chiesa.
Notevole il Palazzo Feudale con impianto quadrato e con un cortile interno su cui spicca una delle antiche torri. Da vedere è anche la Croce Bizantina.
Nella parte più a sud si trova la chiesa della Madonna dell’Olmeto. Si narra che fu costruita in seguito ad un’apparizione della Madonna, che avvenne in un piccolo boschetto di olmi, da cui il nome. Altri luoghi da visitare sono il vecchio frantoio, la chiesa di Santa Maria Bambina e la vecchia centrale idroelettrica. Per gli amanti della natura, di particolare interesse è l’area naturale del torrente Lorda. Vi si trova, inoltre, il rifugio Cinciuni con area picnic.
Tradizioni e gastronomia
Il 13 giugno il centro del paese è in festa in onore di Sant’Antonio da Padova, il 15 agosto si festeggia l’Assunzione della Beata Vergine Maria, il 16 agosto festa in onore di San Rocco mentre il 17 e 18 agosto il paese è in festa in onore del patrono Sant’Agapito martire.
Nella frazione “Temennotte”, verso fine agosto, ci si prepara per la festa in onore della Madonna di Lourdes e nella frazione dello Scalo Ferroviario la 1ª decade di settembre si tiene la festa in onore di Santa Maria Bambina con la Sagra degli Arrosticini. Ancora praticata, come anticipato, è l’arte del tombolo molto rinomata in zona e anche oltre i confini regionali.
I prodotti culinari di antica origine sono rappresentati da: La Pia, la Polenta, Taccunelle e Fagioli, Salsicce di fegato. In modo particolare La Pia è un piatto tipico che viene mangiato il Sabato Santo o la mattina di Pasqua.

























