La primavera è simbolo di rinascita e in molti paesi viene festeggiata con l’inizio di maggio. In alcuni si tramandano delle vere e proprie feste di primavera. L’inverno, crudo e freddo, lascia spazio ai colori, ai profumi ed al calore della stagione primaverile. L’intento delle manifestazioni è anche quello di augurarsi un buon raccolto nella stagione estiva.

Di usanze, come anticipato, ne esistono tante ma in quattro paesi molisani le feste di primavera assumono una caratteristica davvero particolare. Una persona, all’interno di una struttura metallica a cono rivestita di fiori e piante, gira per le strade del paese in onore alla rinascita della primavera e per la speranza di un raccolto fruttuoso. Nelle foto seguenti la prima sfilata con tutte e quattro insieme svoltasi il 10 maggio 2026 a Fossalto. Nei paragrafi singoli invece foto sia delle manifestazioni nei rispettivi paesi che durante l’evento appena menzionato.

I paesi dove ammirare questo spettacolo sono Fossalto (Pagliara Maje Maje), Lucito (Majje Dde Le Defenze), Acquaviva Collecroce (Maja) e Colle d’Anchise (R Puogliar d’Maj). Paesi anche abbastanza distanti fra loro ma con una manifestazione simile. Un esempio di come alcune tradizioni riescano a a tramandarsi nel tempo ed a svilupparsi nello spazio.

Riguardo Acquaviva la festa, di origini antiche, vanta una discendenza slava. Il “Maj” infatti è documentato in gran parte delle popolazioni slave, dove è chiamato “Zeleni Juraj” ossia “Verde Giorgio”.

Fossalto – Pagliara Maje Maje

Si tratta di un antico rito legato al mondo contadino e alla rinascita della natura dopo l’inverno. Protagonista della festa è la “Pagliara”, una struttura metallica a cono con una persona all’interno per il trasporto interamente ricoperta di fiori e piante, con una croce, anch’essa ricoperta, in sommità, che sfila tra le strade del paese accompagnata da musica, canti e personaggi simbolici. Passando sotto finestre e balconi, inoltre, viene innaffiata da chi si affaccia.

Il nome “Maje Maje” richiama formule e invocazioni popolari di origine antichissima, legate alla fertilità dei campi e alla protezione del raccolto. Ancora oggi questa celebrazione conserva un forte carattere identitario, unendo folklore, memoria e spiritualità in un evento unico della tradizione molisana.

Il rito di Fossalto si svolge durante la mattinata del 1 maggio. Aria di festa, colori, profumi e tanta allegria ma occhio a finestre e balconi, potreste prendere una secchiata d’acqua gettata per “innaffiare” la Pagliara Maje Maje.

Info alla pagina La Pagliara Maje Maje – Fossalto

Lucito – Majje Dde Le Defenze

La “Pagliara” di Lucito, figura completamente ricoperta di fiori e piante, attraversa il borgo tra suoni popolari, maschere e momenti di festa, rievocando simbolicamente il passaggio dall’inverno alla nuova stagione. Richiama così antiche invocazioni e pratiche popolari connesse alla protezione dei campi, alla fertilità e al rapporto sacro tra uomo e terra.

A Lucito la manifestazione si svolge di pomeriggio, prendendo il via intorno alle 14. Anche in questo caso si tratta di una sfilata per le vie del paese accompagnata dal tradizionale canto. Caratteristica? In ogni slargo o piazzetta gli abitanti del quartiere organizzano una tavolata ricca di prodotti tipici.

Info alla pagina Associazione Altair

Acquaviva Collecroce – Maja

Il Maja di Acquaviva è molto simile alle precedenti manifestazioni. La vera differenza, a parte le origini slave, sono la testa e le braccia per conferirgli caratteristiche più umane. Altra caratteristica è che, diversamente da quelle di Fossalto e Colle d’Anchise, non è ricoperta da una rete metallica.

La sfilata, anche in questo caso, è accompagnata da musica e canti con strumenti tradizionali che aiutano a rendere l’atmosfera ancora più festosa.

Colle d’Anchise – R Puogliar d’Maj

A differenza degli altri tre eventi che si tengono il 1 maggio, a Colle d’Anchise la giornata dedicata a “Ru Pagliar” si celebra la prima domenica di maggio. Il rivestimento di fiori e piante cambia ogni anno e ogni volta che la pagliara esce con il nome davanti, l’anno, l’edizione o la manifestazione alla quale partecipa nella parte posteriore e motivi geometrici che anch’essi cambiano di volta in volta.

La particolarità di questa Pagliara risiede nei quattro elementi che compongono la croce posta sulla sommità del cono: il fico, simbolo di fertilità, il grano, a rappresentare l’abbondanza del raccolto, il giglio, auspicio di prosperità per i figli e la rosa, buon augurio per la moglie della famiglia. Prima dell’inizio del corteo, che attraversa anche le campagne circostanti, si celebra la messa con la benedizione di “Ru Pagliar”.

Paolo Pasquale

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